Arte africana, 4mila visitatori «Coinvolti bambini e adulti»

Il mecenate Bruno Giglio: «Volevamo un forte taglio sociale».
Incontro il 14 aprile con Michele Serra, poi le associazioni pro-Africa
Patrizia Soffientini
PIACENZA
La mostra “Sguardi sull’Africa” in corso fino al 4 maggio a palazzo Gotico, ha un particolarità rispetto ad altri eventi culturali: il suo forte taglio sociale. Non è solo una esposizione di lavori – sculture, quadri, foto – che, per quanto geograficamente lontani, ci parlano in molti modi della nostra comune umanità, ma in particolare trova la sua originalità nel coinvolgimento di bambini e adulti, come raramente accade.
Al collezionista e mecenate Bruno Giglio, che insieme al figlio Paolo, è il motore di questa esposizione (resa gratuita) chiediamo qualche valutazione in merito al giro di boa dell’apertura pasquale, oltretutto nei giorni di Pasqua e Pasquetta la mostra sarà aperta dalle 10 alle 19.
Giglio, un primo bilancio ci sta. Lo sforzo per avvicinare la cultura visiva africana alla nostra città è ripagato? Quanti visitatori?
«Sono sincero, all’inizio non credevo che questa mostra potesse, a una mese dall’apertura, essere visitata da circa quattromila visitatori. Il tema non è facile e soprattutto siamo alla prima esperienza, tuttavia la disponibilità dell’Amministrazione comunale e la competenza dei miei collaboratori, da mio figlio Paolo al curatore scientifico Samuele Menin, dal grafico Lorenzo Aramini agli architetti milanesi di Fosbury, la ditta che ha seguito l’allestimento, ci hanno dato la possibilità di mettere a punto un lavoro che viene apprezzato quotidianamente da tanti visitatori».
Fin dall’inizio avete insistito sul taglio sociale di questo evento.
«Certo, e sono soddisfatto proprio perché questa mostra ha assunto un carattere sociale con le tante classi di bambini e studenti che fanno visita e partecipano ai laboratori messi a punto da “Arti e Pensieri” con Micaela Bertuzzi e Raimondo Sassi che nei fine settimana organizzano anche le visite guidate per adulti. Stiamo svolgendo un ruolo sociale e sono orgoglioso di questo. Hanno visitato la mostra diversi gruppi di giovani disabili coi loro accompagnatori e anziani ospiti di una casa protetta hanno apprezzato il nostro allestimento. Non voglio essere frainteso. ma queste presenze mi hanno fatto bene al cuore, perché significa che c’è spazio per il bene e per la solidarietà, ancora oggi e sono lieto di esserne uno dei tanti testimoni».
Avete scelto anche la strada delle testimonianze, come quella di Quirico, ne seguiranno altre?
«Il giornalista Domenico Quirico ha richiamato un folto pubblico e mi auguro possa essere altrettanto numeroso il 14 aprile, quando Michele Serra parlerà di migranti e di confini sempre al Gotico (alle 17.30, ndr), è una presenza importante di un intellettuale che ha saputo interpretare il Paese come pochi. Non era facile averlo eppure ci siamo musciti».
Vi eravate ripromessi anche di rinsaldare i rapporti con le associazioni pro-Africa e le tante esperienze che a vario titolo i piacentini vivono in solidarietà con i paesi africani.
«Ci stiamo lavorando. Un altro incontro importante sarà quello in programma il 23 aprile (sempre alle 17,30, ndr) dal titolo “Incontri con l’Africa” sulle esperienze di Africa Mission, del Centro missionario diocesano e dell’Università Cattolica, con don Maurizio Noberini, Carlo Ruspantini, i professori Vincenzo Tabaglio e Adriano Bertoni, don Giancarlo Dallospedale e alcune giornaliste che hanno viaggiato in Africa, per dialogare nel centenario della nascita di don Vittorio Pastori, su come Piacenza si è mossa per l’Africa, attraverso le esperienze di chi ha vissuto nei Paesi più difficili di quel continente».
Altre iniziative in agenda da qui a maggio?
«Abbiamo sviluppato anche un contatto per un concerto dedicato alle tradizioni musicali dell’Africa Occidentale con un super gruppo guidato da Petit Solo Labate, virtuoso di balafon, particolare strumento della famiglia degli xilofoni. Insomma, abbiamo deciso di accompagnare la mostra con iniziative collaterali per renderla ancor più appetibile, perché possa essere vista da un numero sempre maggiore di persone; non vogliamo lasciarla so-la, anzi più la ravviviamo e più i piacentini e coloro che vengono da altre città avranno modo di apprezzare opere appartenenti ai più grandi artisti del Nord Africa e a giovani artisti che stanno emergendo in Europa».
Pensate di poter portare anche altrove questa esposizione?
«Questa collezione e questa passione sono nate diversi anni fa e oggi sia io che mio figlio Paolo vogliamo donarla alla cittadinanza con una mostra diversa, per certi aspetti unica, come ha detto il ministro Giuli che ha preso parte all’inaugurazione insieme al ministro Foti; sono infatti in corso contatti con il ministro della Cultura per veder se questa mostra potrà fare scalo in altre città, Roma in particolare. Me lo auguro, nel frattempo il mio grazie a tutti coloro che l’hanno visitata e che la vedranno».




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