Pedro Pires

Pedro Pires, Golden for the future, 2023. Fibra di vetro e tessuto, 47x24x25 cm. Courtesy Trium Art Gallery, Monza.

Pedro Pires, Railing (body), 2022. Ferro, 50x60x35 cm. Courtesy Trium Art Gallery, Monza.

Pedro Pires, Dissimulation for the future, 2023. Fibra di vetro e tessuto, 49x57x32 cm. Courtesy Trium Art Gallery, Monza.
Pedro Pires (Luanda, 1978) è un artista angolano la cui pratica indaga le relazioni tra identità, migrazione e diritti umani attraverso un linguaggio fortemente materico e processuale.
Il suo lavoro, che comprende principalmente scultura e disegno, si concentra sulla trasformazione di materiali industriali e di recupero, sviluppando una ricerca in cui la dimensione fisica della materia diventa veicolo di riflessione sulle condizioni dell’esperienza umana contemporanea.
Cresciuto a Luanda in un contesto segnato da profonde trasformazioni sociali e politiche, Pires sviluppa fin dagli esordi un interesse per i processi di metamorfosi e per il potenziale espressivo dei materiali. La sua pratica si orienta verso l’utilizzo di elementi industriali – metalli, plastiche e altri materiali di scarto – che vengono rielaborati attraverso interventi diretti e intensi, trasformando la loro funzione originaria in una nuova forma simbolica e narrativa.
Al centro della sua ricerca si colloca la condizione dell’individuo all’interno di un mondo attraversato da mobilità, dislocazione e cambiamento. Le opere affrontano temi legati all’identità, all’esilio, alla perdita e alla resilienza, mettendo in relazione dimensione personale e esperienza collettiva. Il lavoro riflette sulle dinamiche di alienazione e appartenenza, interrogando il rapporto tra individuo, territorio e memoria culturale nel contesto delle migrazioni contemporanee.
Un elemento distintivo del suo linguaggio è l’uso del materiale come metafora visiva della tensione e della trasformazione. Metalli e superfici rigide vengono sottoposti a processi fisici estremi – riscaldamento, piegatura, taglio e modellatura – generando forme dinamiche e spesso instabili, in cui forza strutturale e fragilità emotiva coesistono. Le sculture si caratterizzano per un’intensa energia formale, mentre i disegni introducono una dimensione più intima e riflessiva, creando un dialogo tra esperienza interiore e dimensione universale.
La sua pratica si sviluppa attraverso un equilibrio tra impatto visivo e consapevolezza concettuale, in cui la trasformazione della materia diventa un dispositivo per riflettere su processi di crisi, adattamento e rinascita. Le opere si configurano come tracce di un’azione fisica e simbolica, traducendo nella forma artistica le tensioni sociali e psicologiche del presente.
Nel suo insieme, il lavoro di Pedro Pires propone una riflessione sulla trasformazione come condizione centrale dell’esperienza contemporanea. Attraverso interventi fisici sulla materia e forme cariche di tensione, le sue opere invitano a interrogare le dinamiche di vulnerabilità e resistenza che definiscono l’identità individuale e collettiva in un mondo in continuo mutamento.
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