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Mar 01 2026

Home / news / “Sguardi sull’Africa” – Giuli plaude a Piacenza «È capitale di cultura»

“Sguardi sull’Africa” – Giuli plaude a Piacenza «È capitale di cultura»

E QUI L’ ECCE HOMO ACQUISTATO DALLO STATO FARÀ LA PRIMA TAPPA

PIACENZA – Il ministro Alessandro Giuli ha incoronato Piacenza capitale della cultura. E il pensiero corre alla candidatura europea del 2033.

«La sindaca Tarasconi mi ha trafitto con gli occhi» scherza prendendo il microfono alla mostra Sguardi sull’Africa, inaugurata a palazzo Gotico con un parterre di ospiti molto folto. «Contate su di me, ma contate su di voi piacentini» ed è un riconoscimento. Prima di arrivare in piazza, una sosta al Collegio Alberoni prelude a qualcosa di veramente speciale. E presto sarà svelato. 

Piacenza pare al ministro della Cultura perfettamente entrata con quest’evento nello spirito del Piano Mattei che disegna anche «un’alleanza culturale euro-africana ». E insiste sul rapporto con l’Africa. Nelle arti figurative vede lo strumento di elevazione in un momento drammatico come quello che attraversiamo: «in queste ore si sta attaccati allo smartphone per le notizie che arrivano». Ma sono proprio esperienze come quella della mostra piacentina «che dovrebbero dire cosa succede nel mondo», contro la predazione di materie prime, se pure l’Italia è stata anche terra «di predazioni violente ». Giuli crede nel dialogo mondiale e nei piacentini che «hanno reso tutto questo possibile nella dimensione dell’ascolto, Piacenza offre qualcosa da imparare e da replicare, modelli che funzionano ». 

Un lode speciale va ai collezionisti Bruno e Paolo Giglio, che vede pienamente capaci di esprimere lo spirito dei tempi. I collezionisti hanno messo a disposizione della città, ma di tutto il Paese, una mostra «di caratura nazionale e internazionale ». Ecco le forze «latenti che si dispiegano» e sono la leva della cooperazione pubblico-privata, argomenta Giuli, che delle piccole comunità parla come se proprio qui abitasse il tessuto «civile e morale», che Roma rischia di trascurare. E anche il ministro Tommaso Foti (Pnrr, Coesione sociale) parla con un orgoglio di campanile della mostra «simbolo della città di Piacenza », parla dell’atto di grande generosità dei collezionisti Giglio, ne mette in evidenza la rara scelta di una totale gratuità, «qui non si paga il biglietto».

Ed è proprio Foti a raccontare della visita di Giuli al Collegio Alberoni, per vedere l’Ecce Homo di Antonello da Messina. E’ un preludio più che probabile ad un altro evento straordinario. «Per la Primogenita si terrà qui il primo matrimonio fra due quadri di Antonello da Messina, un contributo a Piacenza Capitale europea 2033». Lo dà per certo Foti e c’è da credergli. Come noto, lo Stato ha recentemente acquistato un’opera del pittore, un Ecce Homo giovanile. Verrà accostato al nostro. E’ questo il matrimonio. «Anche le città di provincia sanno dimostrare all’Italia che si fanno cose grandiose».

Fin qui i ministri. Sono presenti la console generale del Marocco a Bologna, Nadour Khadija e il cancelliere del Ghana Amuzu Kwesi.
Dal palco allestito prende la parola la sindaca Tarasconi per prima, anche da lei un grazie ai generosi mecenati e un plauso per i temi della raccolta che spaziano dalle radici ancestrali della cultura africana all’attualità dello sfruttamento di risorse naturali, ed è sempre lei a lanciare l’esortazione per Piacenza candidata a capitale europea della cultura, che poi i ministri raccoglieranno, ciascuno con un accento proprio.

E ancora. Paolo Giglio ringrazia il padre Bruno «mi ha trasmesso una passione per l’arte di cui non mi libererò mai», la conoscenza, più di dieci anni fa, del Marocco è stata quella di un mondo «che mi ha aperto prospettive di accoglienza, di accettazione delle diversità». Era quello anche un contesto artistico che, conservando le radici, ha rielaborato stimoli delle correnti europee e americane, ma è accaduto, si sa, che grandi autori europei, fin da Matisse a Picasso, hanno attinto al primitivismo africano. La mostra permette di immergersi in un mondo di linguaggi trasversali «che ci accomunano».

E’ intervenuto anche Rosario Bifulco, proprietario della Collezione 54, che qui ha una ventina di lavori contemporanei di grande qualità, ma consta di 700 opere che cercano una “casa” stabile, altro invito lanciato al ministro Giuli. Il curatore Samuele Menin racconta infine questa mostra «ponte» fra culture e l’assessore Christian Fiazza (Cultura), prima che il pubblico potesse godere delle opere, è tornato su un evento che «rompe gli schemi, varca i confini» e sì, crea ponti.

Patrizia Soffientini

Written by giorgia · Categorized: news

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